Omega 3 controindicazioni

L’assunzione di acidi grassi omega 3 e omega 6 è essenziale per attivare diverse funzioni metaboliche e protettive nell’organismo.

Si tratta di acidi grassi polinsaturi (PUFA), perché hanno più di un doppio legame sulla catena carboniosa.

Sono nutrienti molto importanti perché vengono considerati essenziali e devono essere assunti o con la dieta o con integratori a base di olio di pesce.

Tuttavia ci sono anche omega 3 controindicazioni in caso di sovra dosaggio, soprattutto se si è affetti da alcune patologie..

Omega 3 controindicazioni

L’organismo è in grado di sintetizzare la maggior parte degli acidi grassi polinsaturi essenziali, tranne due:

  • l’acido alfa linolenico (ALA), un omega 3 da cui si sintetizzano l’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesaenoico (DHA)
  • l’acido linoleico (LA) che è un omega 6 da cui si sintetizza l’acido arachidonico (ARA).

Nella dieta occidentale si assumono molti più omega 6 rispetto agli omega 3. Questo rapporto sbilanciato nella catena alimentare potrebbe richiedere l’introduzione di integratori alimentari con capsule di olio di pesce.

  • A cosa servono gli acidi grassi

Gli omega 3 svolgono ruoli importanti nello sviluppo embrionale e nella crescita infantile.

Poiché sono attivi nelle membrane cellulari, svolgono un ruolo preventivo di protezione nei confronti dei tessuti del sistema nervoso, del sistema cardiovascolare e del sistema immunitario.

Negli integratori a base di olio di pesce, sono già presenti nella formula combinata di EPA e DHA:

  • ne bastano 250 mg al giorno per garantire una protezione efficiente del muscolo cardiaco
  • durante la gravidanza e allattamento si dovrebbero aggiungere ulteriormente 100 mg/die di DHA.

Tieni presente che questi nutrienti sono delicati, sono sensibili alla luce, al calore, alla presenza di ossigeno e radicali liberi.

  • Quali omega 3

Gli omega 3 deperiscono facilmente per ossidazione ambientale (vanno conservati in contenitori ambrati e ben chiusi e per questo si preferiscono gli integratori di omega 3 in capsule piuttosto che in forma liquida) e per effetto della perossidazione metabolica.

È bene acquistare gli integratori che abbiano in aggiunta sostanze antiossidanti come la vitamina E. Nei casi di deperimento, oltre ad essere inefficaci, gli acidi grassi omega 3 possono trasformarsi in altre molecole nocive per l’organismo.

Ma analizziamo più nel dettaglio queste preziose sostanze per capire quali sono le loro controindicazioni.

Qui di seguito ti presentiamo omega 3 controindicazioni:

1. Fonti alimentari

Fonti-alimentari-Omega-3

Il nostro corpo non sa produrre un acido grasso essenziale come l’acido alfa linolenico, che deve essere assunto con la dieta. Può però sintetizzare altri acidi grassi biologicamente più attivi a partire da questo precursore degli omega 3.

Passiamo quindi in rassegna i cibi con omega 3.

  • ALA

Si trova soprattutto nelle piante e nella carne degli animali che si nutrono di piante.

Gli oli derivati da semi di lino, colza, noce, soia e germe di grano sono gli alimenti più concentrati in ALA. Selvaggina, conigli e lumache che si nutrono di piante ricche di omega 3 possono contribuire all’assunzione di ALA.

  • DHA e EPA

Sono presenti in pesci grassi come salmone, aringa e sgombro.

Altre fonti interessanti di EPA e DHA si ritrovano negli oli di pesce già ricchi in vitamina D.

2. Dosaggio

Considerando le dosi giornaliere raccomandate per gli adulti, secondo i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana, possiamo stimare in quali alimenti e in che porzione assumere questi alimenti.

Le dosi raccomandate sono le seguenti:

  • 1,4 g/die nei maschi e 1,3 g/die nelle femmine di ALA
  • 250 mg/die di EPA
  • 250 mg/die di DHA

NB: 250 mg/die di EPA+DHA combinati sono sufficienti per la sola prevenzione cardiovascolare.

3. Allergia ai pesci e ai crostacei

Pesce e frutti di mare sono comuni allergeni alimentari. Gli effetti degli omega 3 a chi è allergico a questi alimenti porta a reazioni che sono spesso immediate e sono caratterizzate da sintomi cutanei, respiratori, digestivi e talvolta cardiovascolari.

L’assunzione di 3 grammi o meno di integratori di olio di pesce al giorno di solito non causa problemi, ma anche basse dosi possono avere effetti collaterali gastrointestinali minori, se assunte da sole fuori dai pasti.

Questi malesseri si riducono se si assume l’olio di pesce con i pasti, soprattutto ricchi di grassi perché siano digeriti insieme.

4. Gravidanza

Gli omega 3 sono essenziali durante la gravidanza, per il benessere della futura mamma e del feto.

In effetti per la gravidanza, oltre alla normale assunzione di EPA e DHA secondo le dosi indicate, è bene assumere un supplemento di DHA dell’ordine di 100.200 mg/die.

Il DHA partecipa allo sviluppo del sistema nervoso fetale interessando la formazione dei neuroni e il trasporto del glucosio nel cervello.

Durante gli ultimi 3 mesi di gravidanza, il cervello del bambino aumenta da 3 a 5 volte. Il DHA è il principale “carburante” per il cervello del feto. Per questo gli alimenti ricchi di omega 3 sono fondamentali per lo sviluppo psicomotorio del bambino, il suo sistema nervoso e la sua vista.

Il DHA lo si deve integrare in più anche durante l’allattamento

5. Fluidificazione del sangue

Uno dei principali effetti collaterali dell’olio di pesce è la fluidificazione del sangue, che può essere sia positivo che negativo.

L’integratore a base di EPA e DHA viene principalmente usato per i suoi benefici cardiovascolari. Tuttavia, poiché l’olio di pesce riduce il tempo di coagulazione del sangue, è importante discutere l’assunzione e le dosi dell’integratore con i proprio medico.

In particolari situazioni la superficie appiccicosa delle piastrine del sangue può provocare la formazione di coaguli nelle arterie del corpo, causando il blocco del flusso sanguigno e di ossigeno.

L’olio di pesce riduce la quantità di coaguli nel sangue, diminuendo così il rischio di infarto e ictus. Ma una coagulazione più lenta rende anche il sangue più fluido.

Occorre fare estrema attenzione quando si assumono già fluidificanti o farmaci antipiastrinici. È bene non combinare integratori di olio di pesce con medicinali come aspirina, warfarin e eparina.

6. Effetti su sistema immunitario e depressione

Numerosi studi hanno dimostrato che l’assunzione di omega 3 ha un effetto positivo sulla depressione. Uno dei motivi è il fatto che questi acidi grassi supportano la trasmissione dei segnali nelle cellule nervose.

Inoltre, si ritiene che l’umore migliori grazie ai loro effetti positivi sulla circolazione sanguigna generale, sulla stabilizzazione degli ormoni e sul sistema immunitario.

7. Indice glicemico nel sangue (diabete)

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Sono stati effettuati diversi studi per capire se c’è relazione tra l’assunzione di omega 3 e il livello degli zuccheri nel sangue. I risultati che si ottengono sono diversi a seconda dei dosaggi.

Livelli di dosaggio di omega 3 superiori ai 3 grammi/die, oltre ad aumentare il livello di glucosio nel sangue, tendono ad aumentare anche il livello di LDL, il colesterolo cattivo.

I diabetici hanno alti livelli di trigliceridi e bassi livelli di HDL (il colesterolo buono), e il rischio di malattia coronarica nel diabete è considerevolmente maggiore rispetto alla popolazione generale (da tre a quattro volte).

Gli omega 3 non sono solo significativi nell’abbassare il livello di trigliceridi nel sangue e nell’innalzare quelli di HDL, ma prevengono malattie cardiovascolari come l’angina e gli attacchi di cuore.

Dosi fino a 3 grammi/giorno di acidi grassi PUFA n-3 (acidi grassi polinsaturi) sono considerate sicure nel diabete, a condizione che il paziente non abbia un livello di colesterolo LDL già elevato.

8. Considerazioni sulla ricerca

I risultati delle ricerche condotte fino ad oggi concordano nel fatto che gli integratori di omega 3 non riducono il rischio di malattie cardiovascolari, ma chi consuma pesce da una a quattro volte alla settimana o assumono integratori di olio di pesce ha meno esserne colpito.

In particolare:

  • alte dosi di omega 3 possono ridurre i livelli di trigliceridi nel sangue
  • gli integratori di omega 3 possono aiutare ad alleviare i sintomi dell’artrite reumatoide
  • questi acidi grassi intervengono in modo positivo nella gestione delle malattie dei soggetti anziani, sulla depressione e sull’Alzheimer.

Per quanto riguarda la maggior parte delle altre patologie, le prove sono talvolta controverse o non indicano che gli omega 3 siano utili.

Tuttavia con un eccesso di omega 3 sintomi di gravi disfunzioni nell’impatto metabolico possono nuocere alla salute degli individui.

Conclusioni

I benefici degli omega 3 sono tanti, a cominciare dalla salute del cuore. Per quanto riguarda la loro sicurezza si può affermare che producono talvolta solo lievi effetti collaterali (sapore sgradevole, alitosi, sintomi gastrointestinali come bruciore di stomaco, nausea e diarrea).

Del resto se assunti nei pasti e con una certa quantità di altri grassi questi effetti si minimizzano. Se stai assumendo medicinali che influenzano la coagulazione del sangue o se sei allergico a pesce o crostacei, consulta il tuo medico prima di assumere integratori di omega 3.


Fonti:

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