I 5 Migliori Aceti Balsamici: Un Ingrediente Virtuoso per la Tua Cucina

Per potersi fregiare del marchio di origine, il miglior aceto balsamico deve sottostare a regole precise. Tuttavia, sul mercato trovi prodotti di qualità molto diversa, in altrettante fasce di prezzo.

È possibile che ci sia così tanta diversificazione? Sì, perché il disciplinare lascia abbastanza spazio ai produttori per decidere se fare un balsamico “giovane”, poco impegnativo al palato, magari con tecniche che ne velocizzano la preparazione, o un aceto corposo, “lento” e affinato per anni in botti, aromatico, di qualità superiore.



I migliori aceti balsamici

Qual è il miglior aceto balsamico?

La qualità può variare in base al metodo di estrazione delle uve e all’impiego o meno di ingredienti complementari. La scelta è tutt’altro che semplice, perché se è vero che a un prezzo troppo basso non si potrà trovare un aceto balsamico di altissima qualità, non è altrettanto vero il contrario, cioè che a un prezzo elevato corrisponda per forza un prodotto eccellente.

La migliore marca offre di solito un prodotto più concentrato e denso, ma se non sei esperto è bene tenere in considerazione anche le opinioni d’acquisto degli altri utenti.

Nella vendita online puoi trovare offerte più economiche e anche a basso prezzo. Si consiglia di scegliere un balsamico IGP di Modena che ti garantisce la corrispondenza al disciplinare di produzione.

 

#1. Aceto balsamico tradizionale di Modena Dop Monari Federzoni

È realizzato con mosto cotto di uve tipiche prodotte a Modena. È invecchiato almeno 25 anni. La cottura del mosto avviene a fuoco diretto in caldaie a cielo aperto; è sottoposto a naturale fermentazione e acetificazione in una batteria di botti di legno. Si rivela adatto per formaggi stagionati, saporiti e piccanti e per guarnire dolci da forno, strudel e panettone. La bottiglietta è stata progettata dal famoso designer automobilistico Giorgetto Giugiaro ed è sigillata da un contrassegno numerato, a garanzia di qualità e originalità.

  • Invecchiato 25 anni
  • Contrassegno numerato
  • Ideale per formaggi stagionati

 

#2. Giuseppe Giusti 2 Medaglie d’Oro

Storico prodotto dell’Acetaia Giusti, è un balsamico di grande versatilità, sia per l’uso in cottura che direttamente a crudo. Di buona densità e ottimo equilibrio agro-dolce, si caratterizza per sentori di frutta matura e note di liquirizia e pepe nero. È prodotto con mosto di uve cotto, aceto di vino invecchiato. L’invecchiamento avviene in barrique, con aggiunta di aceto balsamico già invecchiato prelevato da batterie di botti secolari.

  • Versatilità
  • Buona densità
  • Note di liquirizia

 

#3. Aceto balsamico di Modena Due Vittorie Oro

Denso, corposo, ottenuto secondo procedure tramandate nei secoli. Trascorre buona parte della propria vita in tini di rovere, che favoriscono la cessione dei tannini e l’assunzione delle essenze del legno. Prima dell’imbottigliamento viene sottoposto a rigorose verifiche di laboratorio, che ne assicurano la conformità alle normative vigenti e l’elevata qualità. La corposità zuccherina si associa armoniosamente al grado di acidità, mentre la densità e il profumo contribuiscono al completamento dell’approccio sensoriale. Il retrogusto di amarena chiude la degustazione, ricordando i mille felici abbinamenti del condimento, da servire in qualsiasi occasione.

  • Procedimento tradizionale
  • Lenta maturazione
  • Per ogni occasione

 

#4. IGP Aliño

Realizzato con una selezione dei migliori vini e invecchiato in botti di rovere, è il risultato di una tradizione lunga 50 anni. È denso, con un aroma esclusivo, penetrante, complesso e piacevolmente pungente. Si distingue per il suo equilibrio di dolce e salato. Il sapore è così sottile che migliora e si integra perfettamente con la frutta (ad esempio con le fragole), formaggi e specialità dolci, come gelati, cioccolatini.

  • Denso
  • Aroma penetrante
  • Piacevolmente pungente

 

 

#5. IGP Acetaia Compagnia Del Montale

Prodotto con uve provenienti dai vigneti dell’Emilia Romagna, è il frutto di un lungo periodo di maturazione in barriques di rovere francesi. È un aceto denso, equilibrato dalla consistenza vellutata. Questa prelibatezza sposa con disinvoltura la semplice insalata estiva e le raffinate ricette da gourmet.

  • Consistenza vellutata
  • Equilibrato
  • Denso




Che cos’è?

Il mosto, cioè il prodotto liquido che si ricava pigiando l’uva fresca, è l’ingredientemigliori-aceti-balsamici fondamentale di tutti gli aceti balsamici. Per quanto riguarda quello di Modena IGP, il consorzio lascia ai produttori libertà di scegliere se usare il mosto cotto o il mosto concentrato.

Il secondo ingrediente è l’aceto di vino, che deve essere in quantità non inferiore al 10%, con una piccola parte di aceto invecchiato almeno 10 anni.

Il consorzio dell’aceto IGP concede ai produttori la possibilità di aggiungere una piccola quantità di caramello per stabilizzare il colore (max 2%).

Mosto cotto o concentrato?

Con il mosto cotto si segue alla lettera la tradizione. Il mosto viene cotto in un recipiente senza coperchio a una temperatura di 95 gradi. Così facendo l’acqua evapora, il succo si concentra, gli zuccheri caramellizzano e si sprigionano gli aromi. In questo modo, il mosto assume naturalmente il suo tipico colore marrone.

Nel mosto concentrato, il processo di concentrazione avviene con un sistema più moderno, rapido ed economico, cioè scaldando l’ingrediente a una temperatura più bassa (40-45 gradi) in un contenitore sotto pressione. In questo caso gli zuccheri non caramellizzano.

Come viene regolamentata la produzione?

L’aceto balsamico di Modena ha ottenuto il marchio di Indicazione Geografica Protetta (IGP) nel 2009. Questo significa che deve essere preparato con ingredienti precisi, stabiliti dall’omonimo consorzio. Per esempio, il disciplinare dice che si possono utilizzare solo sette varietà di uva ma, pur essendo tipiche del territorio emiliano, non è obbligatorio che provengano proprio dalla zona di produzione.

Inoltre, una volta miscelati gli ingredienti, devono essere tenuti per almeno due mesi in contenitori di legno (minimo tre anni per gli aceti che si dichiarano “invecchiati”), ma non sono previsti i prelievi e i rincalzi tipici dell’aceto balsamico tradizionale.

Come si produce il DOP?

Da non confondere con il più diffuso balsamico di Modena, l’aceto “tradizionale” è un po’ il re degli aceti. Anche nel prezzo. L’aceto balsamico tradizionale ha innanzitutto la denominazione di Origine Protetta (DOP) e lo si trova in due versioni: di Modena e di Reggio Emilia. Questi aceti sono ottenuti dal lungo invecchiamento del mosto cotto d’uva, senza l’aggiunta di altri ingredienti. Il mosto d’uva viene invecchiato in botticelle di legno per almeno 12 anni. Il processo è molto complicato, perché prevede ripetuti travasi tra botti che contengono prodotti di diverse annate da cui si preleva ogni anno solo il 20-30% del contenuto.

Se l’azienda lo invecchia per 12 anni, il minimo da disciplinare, troverai sull’etichetta la parola “Affinato”. Se l’invecchiamento supera le 25 stagioni il termine usato è “Stravecchio“.

Il prezzo è in linea con la sua fama: puoi acquistare una boccetta da 10 ml da 50 a più di 100 euro, a seconda dell’invecchiamento. Se paghi meno, il prodotto sarà meno invecchiato e tagliato con aggiunta di un poco di aceto (max 10%). In questo caso lo puoi anche trovare in una confezione più grande, anche di 100ml, per averne sempre di riserva.

Cosa significa IGP?

Fondamentale è la differenza con l’aceto balsamico di Modena IGP. Per quest’ultimo, che si trova anche negli autogrill come condimento per l’insalata, il prezzo è molto basso. Lo si produce con mosto ma soprattutto con aceto, poi bastano 60 giorni e ottiene la IGP (Indicazione Geografica Tipica).

In che senso non è un aceto?

Anche se è considerato un aceto di vino, non è affatto un aceto di vino. Non è un prodotto fermentato, ma si ottiene direttamente dalla pigiatura di uve selezionate che deve venire concentrata e ridotta a uno sciroppo scuro e poi invecchiata per ottenere un prodotto a diversi gradi.

Le uve che si possono utilizzare possono essere di 7 vitigni diversi, bianchi e rossi utilizzati in purezza o in proporzioni diverse: Trebbiani, Lambruschi, Sangiovese, Albana, Ancellotta, Fortana e Montuni.

Come si conserva?

Per la conservazione dell’aceto balsamico non hai bisogno di molto: ti basta un luogo fresco nell’armadio e al riparo dalla luce, lontano da fonti di calore.

Non ha bisogno di essere refrigerato. Non si ossida una volta aperto e si mantiene per un tempo indefinito. Non devi preoccuparti se vedi alcuni sedimenti poiché è un naturale sottoprodotto del processo di invecchiamento e non è dannoso.

Utilizzo in cucina?

L’aceto balsamico ha il pregio di poter essere abbinato a tantissimi piatti diversi. Dagli antipasti al dolce (da provare con la panna cotta), dai primi ai secondi, dai contorni alla frutta: si apprezza un po’ con tutti i cibi. A seconda dell’uso che se ne vuole fare si deve utilizzare quello giusto, più giovane o più maturo. A parte piatti ricercati, esclusiva degli aceti tradizionali più aromatici, i normali balsamici sono perfetti per uso quotidiano su insalate, carne, verdure e insieme al parmigiano reggiano.

Se vuoi un abbinamento sfizioso, puoi provare l’aceto balsamico e miele o con le mele biologiche.

I 5 principali benefici per la salute

Oltre ad essere un ingrediente raffinato, l’aceto balsamico si fa apprezzare per i suoi benefici effetti sulla salute. È un vero toccasana che, utilizzato giorno dopo giorno, si farà apprezzare non solo dal palato! In caso di intolleranza agli allergeni, verifica in etichetta la presenza di solfiti.

Beneficio n.1: fa perdere peso

L’aceto balsamico è una fonte di calcio, ferro, manganese e potassio, che migliorano il funzionamento del corpo e le abilità di perdita di peso. A basso contenuto di calorie, aiuta anche a frenare l’appetito e previene l’assunzione di cibo in eccesso, aumentando la quantità di tempo necessario allo svuotamento dello stomaco.

Beneficio n.2: aiuta la circolazione sanguigna

Gli antiossidanti presenti nell’aceto balsamico possono aiutare a riparare i danni causati dai radicali liberi, prodotti dall’ossigeno utilizzato nel nostro corpo. L’aceto balsamico contiene polifenoli, antiossidanti che possono proteggere dalle malattie cardiache e dal cancro.

Beneficio n.3: migliora le difese immunitarie

Le uve utilizzate per produrre aceto balsamico contengono antiossidanti che combattono il danno cellulare, migliorano il sistema immunitario e rendono più flessibili le piastrine del sangue.

Beneficio n.4: regola la glicemia

L’aceto balsamico può migliorare la sensibilità all’insulina per i diabetici, consentendo una più facile regolazione della glicemia e riducendo gli spiacevoli effetti collaterali del diabete.

Beneficio n.5: aiuta la digestione

Questo aceto è ottimo per favorire la digestione. Aumenta l’attività della pepsina, un enzima che spezza la proteina in amminoacidi più piccoli che possono essere più facilmente assorbiti dal corpo. La pepsina aiuta anche a migliorare il metabolismo del corpo.

Come sceglierlo?

La scelta dell’aceto balsamico può rivelarsi difficile, soprattutto se ti stai avvicinando per la prima volta a questo virtuoso ingrediente.

Se stai acquistando l’aceto balsamico tradizionale ricco e scuro, considera i seguenti fattori.

Che sapore ha?

Mentre gli aceti bianchi e di vino sono noti per un sapore aspro e acre grazie alla loro base alcolica, gli aceti balsamici sono fatti da una base di mosto dopo la pressatura dell’uva.

Questo succo dolce è fatto bollire fino a ottenere uno sciroppo e invecchiato in barili di legno; alcuni aceti balsamici attraversano più fasi di invecchiamento e ottengono sapore via via che si concentrano passando da un barile a quello successivo, quando l’aceto viene trasferito e lasciato evaporare e addensare.

A seconda dell’età dell’aceto e della varietà di barili in cui è stato invecchiato, i molti tipi di aceto balsamico possono avere il loro sapore unico.

Attenzione al caramello

Il colorante caramello non comporta problemi di salute, ma il suo utilizzo è senz’altro indice di scarsa concentrazione – e quindi di qualità – del prodotto di base. Per questo motivo è di fondamentale importanza leggere l’etichetta. Evita i prodotti che contengono caramello e preferisci quelli fatto con il solo mosto concentrato e aceto.

Invecchiato o giovane?

Che uso vuoi fare dell’aceto balsamico? La risposta a questa domanda ti consente di capire se indirizzare la tua scelta verso un aceto invecchiato o un aceto non invecchiato.

Un aceto non invecchiato è adatto solo per condire l’insalata o per le preparazioni a caldo (per sfumare piatti, fare riduzioni, e così via).

I prodotti invecchiati possono essere divisi in due categorie: quelli più liquidi, da utilizzare come quelli non invecchiati, e quelli densi, che hanno una densità e un tenore in zuccheri molto più elevati, e possono essere utilizzati con le stesse modalità dell’aceto balsamico tradizionale (sulla carne, sui dolci, con il formaggio, sulla frutta, per finire primi e secondi piatti, e così via).

Quanto è giusto spendere?

La cosa migliore per chi punta sulla qualità è indirizzarsi verso un prodotto invecchiato di fascia alta, che ha ancora un prezzo accettabile. Se non se ne fa un uso molto frequente può essere interessante da tenere in dispensa, certo bisogna superare il pregiudizio nei confronti dei prodotti industriali non invecchiati, che costano fino a 10 volte meno… Tuttavia non si avvicinano, nemmeno lontanamente, alla qualità dei primi.

Altrimenti se si vuole spendere meno, si può puntare su un prodotto non invecchiato che non contenga colorante caramello, ma che sia composto solo da mosto cotto e aceto.