4 Differenze tra le Calze a Compressione e i Tubolari a Compressione per il Running

Vediamo in giro sempre più runner correre, anche nelle giornate calde, con delle calze e dei tubolari dle tutto particolari: si tratta del cosiddetto “abbigliamento sportivo per la compressione muscolare”. Questi accessori sembrano essere diventati un must delle attività di corsa all’aria aperta di sportivi professionisti e amatoriali, proprio come le scarpe all’ultima moda.

Ma di cosa si tratta in realtà? Aiutano a migliorare la prestazione anche in allenamento? E qual è la differenza tra le calze graduate e i tubolari? Indossati abitualmente come un capo di abbigliamento esterno oppure sotto la tuta, hanno l’obiettivo di “comprimere” – e quindi di tenere ben ferme – le fasce muscolari impegnate nell’allenamento o in gara.

Le calze o i tubolari a compressione sono spesso utilizzati dagli atleti per favorire un recupero più rapido e per fornire maggiore energia alle gambe. Consentono anche di alleviare il dolore in caso di lesioni comuni ai polpacci o al tendine d’Achille, per via della fascite plantare o dei crampi. La compressione graduata fornisce supporto, concorre alla stabilizzazione dei muscoli e delle articolazioni e aiuta a ridurre affaticamento, piedi gonfi e indolenzimento.



1. Una questione estetica

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Per la maggior parte delle persone, indossare calze o tubolari è una preferenza personale. In effetti la differenza è solo di design. I gambali ai polpacci e fino al ginocchio sono realizzati senza la parte del piede del calzino e forniscono la stessa quantità di compressione delle calze.

 

2. Se cerchi la praticità

Se hai l’abitudine di indossare un paio calze alla caviglia, perché le trovi comode o perché proprio quel calzino ti ha portato fortuna in tutte le tue competizioni, puoi ancora indossarlo comodamente con i tubolari.

 

3. Per la vita sedentaria

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Per ottenere il pieno recupero e i benefici prestazionali della compressione, i gambaletti sono l’ideale. Se sei spesso in viaggio o hai una vita sedentaria e te ne stai seduto al computer tutto il giorno, meglio indossare le calze a compressione invece dei tubolari per evitare che il sangue si accumuli nelle caviglie e nei piedi.

Le calze a compressione sono più efficaci nel prevenire la formazione di coaguli di sangue e piccoli trombi che possono portare a complicanze durante i viaggi in aereo o lunghi periodi di inattività. Fortunatamente, le calze a compressione sono disponibili in svariate tonalità di colori e motivi, quindi puoi sempre apparire elegante ovunque tu vada.

 

4. Per il recupero muscolare

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Sia le calze a compressione che i tubolari possono essere indossati per ottimizzare le prestazioni e per gestire le situazioni di recupero muscolare. Dopo una lunga corsa o un allenamento intenso, si possono indossare i calzini a compressione da 15-20 mm Hg per recuperare più velocemente.

Per migliorare le prestazioni, indossa invece calze o tubolari che forniscono una compressione di 20-30 mm Hg per aumentare la resistenza e mantenere le gambe energizzate per chilometri e chilometri di corsa. Se stai cercando un calzino o un tubolare che puoi indossare per prestazioni, recupero e corsa, scegline uno con compressione da 15-20 mm Hg.

 

Come funziona l’ossigenazione?

Durante lo sforzo i muscoli ricevono sangue ossigenato attraverso le arterie e lo restituiscono carico di tossine tramite le vene. Questo scambio avviene per ogni gruppo muscolare ma è soprattutto nei polpacci e negli avambracci che, per conformazione e posizione rispetto al cuore, il flusso del sangue venoso che raccoglie le tossine può essere difficoltoso e il loro ristagno può portare a minor ossigenazione del muscolo.

Questa situazione provoca a lungo andare sensazione di stanchezza e pesantezza, dolore e bruciore, crampi.



Perché è importante?

La corretta ossigenazione muscolare è collegata alla nostra salute cardiaca e dell’apparato cardiovascolare in generale. Quando ci alleniamo, più forte andiamo e più forte batte il cuore. In poche parole, il sangue passa attraverso i polmoni (dove raccoglie l’ossigeno), poi il sangue ossigenato arriva ai muscoli e, una volta scaricato l’ossigeno, torna al cuore per ricominciare il ciclo.

In questo meccanismo, il polpaccio agisce da vera e propria “spugna”, assorbendo sia l’ossigeno (quando va bene!) che tutte le tossine e l’acido lattico causato dallo sforzo dell’allenamento.

Durante la corsa, quindi, quando i muscoli non ricevono abbastanza ossigeno il cuore lavora di più per eliminare l’acido lattico (quello magari precedentemente accumulato) e dare più ossigeno ai muscoli. Ciò porta ad un allenamento meno efficiente, sia in termine di salute che in termini di prestazione.

 

A cosa serve un abbigliamento così aderente?

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Le calze e i tubolari a compressione servono per favorire la spinta del sangue dal polpaccio al cuore e, viceversa, dal sangue al polpaccio. Ciò consente una migliore ossigenazione e, di conseguenza, permette di incrementare le prestazioni. In questo processo vengono inoltre smaltiti cataboliti prodotti dall’esercizio muscolare, responsabili di affaticamento, dolore muscolare, crampi.

Questo tipo di abbigliamento è particolarmente indicato infatti per chi soffre di crampi frequenti, ma qualsiasi atleta ne può trarre beneficio. Dovrebbe inoltre ridurre le vibrazioni che si verificano durante l’impatto con il terreno, e quindi anche prevenire i micro traumi sulle articolazioni degli arti inferiori.

E se vogliamo, in inverno e in autunno sono anche un’ulteriore protezione contro il freddo, soprattutto se trascorri tutto il giorno alla tua scrivania.

 

E la traspirazione?

Il fatto che l’abbigliamento sia aderente non significa che non faccia respirare la pelle. Anzi, in questo caso i filati usati per questo tipo di capi sono frutto di un’accurata ricerca tecnologica, sono di qualità elevata, favoriscono la traspirazione e sono trattati per non emettere cattivo odore.

Per mantenere la qualità del capo e le sue performance è fondamentale risciacquarlo sempre dopo l’utilizzo e lavarlo sempre in acqua fredda senza l’aggiunta di additivi (come l’ammorbidente) che possano danneggiare la lycra o il materiale tecnico contenuto nel capo.

 

Di che materiale sono fatti?

In origine gli indumenti a compressione erano realizzati in semplice lycra, lo stesso tessuto dei costumi da bagno per intenderci. Da qualche anno i brand più famosi, a cominciare dalla Nike hanno sviluppato tessuti unici e brevettati, variazioni della originaria lycra, con funzioni di compressione aumentata e traspirazione.

 

Quando è bene indossarli?

I capi a compressione sono un grande passo avanti nel mondo del running e un grande alleato nella nostra pratica sportiva. Detto ciò, è importante ricordare che non possiedono dei superpoteri! Si, sono in grado di ottimizzare il funzionamento dei nostri muscoli; ma questo non significa che più capi indossiamo, più i nostri risultati migliorino.

Anzi, sono forse più utili dopo la prestazione o l’allenamento per favorire il recupero dell’attività fisica.

I gambali a compressione sono ideali anche per il triathlon in quanto non solo aiuta a migliorare le prestazioni e il recupero post-gara, ma aiuta anche a facilitare una transizione più veloce dalla nuotata alla bici. In caso di gonfiore però, non si devono indossare mai i gambaletti a compressione.

 

Si possono mettere anche in estate?

Non si parla solo di indumenti per chi corre, dal running puro e semplice al trail running, perché gli indumenti a compressione si vedono (e non vedono, perché coperti da normali calze) ai polpacci anche dei calciatori e di atleti di altri sport, sia indoor che all’aperto.

I diversi brand di articoli sportivi, che fiutano gli affari hanno sviluppato linee specifiche per venire incontro alle esigenze di diverse tipologie di sportivi, con collezioni invernali orientate al mantenimento della temperatura corporea e estivi, più leggeri ma che garantiscono uguale compressione.

 

Non sono troppo stretti?

Per evitare qualsiasi sensazione di malessere è fondamentale scegliere la taglia giusta. La taglia sbagliata, magari che veste un po’ stretta, potrebbe rendere problematica la circolazione sanguigna e vanificare ogni possibile beneficio della compressione.

 

Ma sono veramente efficaci?

I pareri sono discordanti e attengono più a fattori soggettivi che oggettivi. C’è chi ne è entusiasta e chi al contrario li trova fastidiosi.

Ecco un breve elenco di pro e di contro basati su dati oggettivi.

Pro

Se sono della taglia giusta si rivelano comodi e rilassanti; la compressione muscolare è piacevole prima, durante e dopo l’attività sportiva. In inverno e autunno, offrono protezione dal freddo e facilitano anche il riscaldamento muscolare.

Per le attività di lunga durata sembrano essere effettivamente utili, poiché la componente elastica delle fasce (o calze, che dir si voglia), esercita compressioni specifiche sulle zone più critiche della gamba, facilitando la contrazione muscolare e incrementando la capacità di ritorno venoso. Quindi, se percorri delle lunghe distanze, effettivamente potrebbero tornarti utili.

Contro

Il primo fattore potrebbe essere il costo. Pur comprendendo la tecnologia che sta dietro la produzione e la confezione degli indumenti di ultima generazione, l’impressione che i capi abbiano un sovrapprezzo perché la domanda è importante, è abbastanza evidente.

Inoltre, non fanno miracoli: la compressione muscolare derivata non garantisce, di per sé, prestazioni migliori o maggiore resistenza.