I 4 Migliori Motocoltivatori: Molto Più che un Hobby per il Giardinaggio

Il miglior motocoltivatore è uno degli attrezzi più utilizzati per preparare il terreno alle semine dopo il lungo periodo invernale.

Analogamente alla motozappa, offre un prezioso aiuto per svolgere in breve tempo e con facilità quei lavori che, se vengono eseguiti a mano, risultano molto faticosi e complessi.

Queste apparecchiature sono impiegate nei giardini e negli orti di media dimensione, dove un trattore non riesce a lavorare.



Qual è il miglior motocoltivatore?

Nell’ambito degli utensili da giardino e delle macchine per l’agricoltura, il motocoltivatore è forse quello più versatile.

I marchi italiani propongono generalmente apparecchi di alto livello qualitativo, che si fanno apprezzare anche per l’ampia disponibilità di accessori e parti di ricambio.

Gli utenti che utilizzano abitualmente queste macchine pubblicano sui blog dedicati al giardinaggio le loro opinioni, i test effettuati e i consigli per utilizzarle al meglio.

Alcuni modelli possono essere ricevuti comodamente a casa grazie al servizio di vendita online. Navigando in internet è possibile trovare sia un buon motocoltivatore economico, proposto a un prezzo competitivo, sia macchine di buona qualità accessoriabili con una gamma completa di dispositivi.

Qui di seguito ti presentiamo i migliori motocoltivatori:

1. Motocoltivatore a scoppio Boudech

Il migliore per: precisione

Consente di regolare manualmente la larghezza e la profondità del solco (fino a 35 cm), in modo da poter effettuare un lavoro sempre molto preciso e accurato.

Le lame in acciaio sono progettate per durare nel tempo, anche nel caso di utilizzo in terreni rocciosi. Le ruote da 12″ a doppia motrice combinate favoriscono il totale controllo dell’apparecchio.

È dotato di marcia avanti e marcia indietro, per muovere e rimescolare qualsiasi tipo di terreno. Monta un motore Ducar 196 cc a quattro tempi.

2. Eurosystems RTT2

Il migliore per: semplice utilizzo

Specifico per la fresatura, questo modello è dotato di trazione con ruote pneumatiche scolpite per una maggior aderenza al terreno. I suoi comandi semplici ed ergonomici ne consentono l’utilizzo anche non professionale.

Ha una profondità di lavoro massima pari a 10-15 centimetri ed è fornito di motore Kohler-Lombardini a valvole in testa da 196 cc. Il manubrio è regolabile in altezza e lo sbloccaggio sulle ruote consente la facile movimentazione a motore spento.

L’apparato fresante è dotato di quattro elementi, ognuno con altrettante zappette che lavorano contemporaneamente. Il diametro della fresa è di 31 cm.

3. Motocoltivatore a scoppio a due tempi Franchinishop

Il migliore per: rapporto qualità/prezzo

È un modello leggero e compatto, fornito di un motore a due tempi da 49 cc. Il sistema di avviamento è manuale con corda a mano.

Dotato di e quattro lame in acciaio temperato, permette di scavare un solco di 30 centimetri di larghezza, con una profondità regolabile fino a 15 centimetri.

Ha un’impugnatura ergonomica ed è di semplice e pratico utilizzo. Il suo serbatoio carburante ha una capacità di 1,2 litri.

4. Eurosystems MC 57 TM 60

Il migliore per: comandi intuitivi

Questo apparecchio è fornito di un motore Loncin TM 60 da 182 cc, quattro tempi a benzina. Sul manubrio, regolabile in altezza, dono presenti i comandi: un’unica leva per l’avanzamento, la leva per innestare la retromarcia e il comando gas.

L’apparecchio è realizzato nel rispetto delle normative sulla sicurezza: rilasciando le leve di avanzamento o retromarcia si arresta immediatamente.

È dotato di trazione con ruote pneumatiche scolpite, a garanzia di un’ottimale aderenza al terreno.

Motocoltivatore o motozappa?

Molti utenti che si apprestano ad acquistare una macchina di questo tipo si pongono spesso la domanda: è meglio scegliere un motocoltivatore o una motozappa? Per rispondere in modo esaustivo a questa domanda è necessario porsene un’altra: qual è la differenza tra un motocoltivatore e una motozappa?

Queste due macchine svolgono infatti un tipo di lavoro che è per certi versi simile. La loro funzione principale è quella di effettuare la fresatura del terreno per prepararlo all’inizio della stagione, sostituendo il lavoro tradizionale e manuale fatto con vanga e zappa.

La scelta va quindi fatta essenzialmente in base al tipo di uso a cui sono destinate.

Il motocoltivatore è dotato di due ruote motrici gommate con battistrada e forti costolature di aderenza e per questo è anche considerato una macchina semovente. La motozappa invece ne è priva (a volte è presente una ruota per facilitare il trasporto) e la trazione è data direttamente dal movimento delle frese.

Se il lavoro da svolgere in un appezzamento di ridotte dimensioni è solo quello di preparare il terreno alla semina, la motozappa (disponibile anche nella versione elettrica denominata elettrozappa) è la soluzione più economica tra le due poiché la sua azione è finalizzata solo alla fresatura.

Se l’orto o il giardino hanno dimensioni maggiori, una macchina più grande come il motocoltivatore offre un utilizzo più flessibile: può anche essere configurato con diversi accessori per svolgere numerose altre funzioni.

La spesa iniziale per uno strumento di questo tipo potrà essere ripagata in tempi brevi, grazie alla sua versatilità ed alla comodità d’impiego: se si punta su modelli dotati di un motore abbastanza potente, si potrà lavorare senza sforzi eccessivi anche su pendenze significative del terreno.

Tra le ragioni per cui molti preferiscono il motocoltivatore vi sono sicuramente le sue elevate prestazioni in termini di sicurezza e riduzione degli sforzi fisici, perché avendo le ruote motrici si può governare meglio.

Com’è fatto un motocoltivatore?

Per sintetizzare in poche parole le sue caratteristiche, basta rifarsi alla sua denominazione inglese: “two wheels tractor”, ovvero “trattore a due ruote”.

Il motocoltivatore ha un telaio e una struttura portante che regge il motore e tutti gli altri organi. Il suo motore è a scoppio, a due o quattro tempi, alimentato a benzina, diesel o miscela.

La macchina può essere guidata impugnando un manubrio munito di manopole, sui cui bracci (chiamati stegole) sono posti i comandi di governo principali.

Rispetto al terreno la stegola deve essere regolabile sia in senso verticale che orizzontale. Deve infatti permettere all’operatore di mantenere una corretta posizione durante il lavoro, consentendogli nello stesso tempo di camminare a fianco della macchina senza calpestare il terreno già lavorato.

La profondità di lavorazione può essere regolata tramite una leva posta sulla fresa, mentre la larghezza di lavorazione dipende dal numero di zappette e dalla larghezza della macchina. La velocità di rotazione della fresa e quella di avanzamento sono controllate tramite apposite leve poste sulla stegola di guida.

Per avere la possibilità di applicare determinati accessori, la stegola deve essere reversibile di 180° per consentire l’inversione di marcia azionata direttamente nel blocco motore.

Il motore è monoalbero e la trazione è assicurata da due ruote motrici, spesso con differenziale, che a volte offrono la possibilità di frenare separatamente per ridurre i raggi di sterzata in spazi ristretti.

I dispositivi di avviamento possono essere ad accensione elettrica o a corda mediante strappo. Nel caso di lavori su pendii alcuni modelli possono montare cingoli al posto delle ruote.

Il gruppo fresa può essere sostituito da altri accessori che si connettono direttamente alla presa di potenza del motore con un giunto cardanico, che permette di azionare i diversi attrezzi. Molti modelli sono progettati con avviamento elettrico.

Quali lavori si fanno con un motocoltivatore?

Le operazioni accessorie che possono essere eseguite con il motocoltivatore sono numerose. La macchina, ad esempio, è ideale per rigirare la terra applicando un piccolo aratro, dopo la fine ciclica di una coltura, e si può anche collegare una seminatrice.

Si presta anche a tagliare le erbe infestanti applicando una barra falciante nella parte anteriore, per fare del fieno destinato all’alimentazione degli animali.

Applicando un trinciatore nella parte posteriore si rivela efficiente per trinciare erba e residui vegetali, trasformandoli direttamente in fertilizzante.

È di aiuto per rimuovere la neve dai viali: basta montare una lama o una turbina.

Se si applica un retrotreno con sedile, lo si trasforma in un piccolo trattorino, a cui si può agganciare un rimorchio per il trasporto di materiali e attrezzature. Come trattorino, se omologato, disposto di targa, libretto di circolazione e assicurazione può essere condotto per strada.

Lo si può impiegare con funzioni accessorie secondarie, sempre applicando gli accessori alla presa di potenza e senza governo dell’uomo, come trituratore e pompa di irrigazione.

Il motocoltivatore è sicuro?

Quando si acquista il motocoltivatore bisogna accertarsi che risponda ai requisiti di sicurezza.

La macchina deve essere concepita in modo tale che l’operatore sia protetto da ogni contatto non intenzionale con l’utensile utilizzato. Deve inoltre avere un dispositivo atto ad impedire che l’accessorio applicato possa funzionare quando è innestata la retromarcia.

Per quanto riguarda il sistema di avviamento, la macchina deve essere equipaggiata di un comando ad azione sostenuta e di un dispositivo che impedisca l’accensione del motore se questo induce in rotazione le ruote o il movimento degli accessori.

I movimenti della macchina e l’attivazione degli utensili di lavoro devono essere possibili solo agendo sui comandi ad azione sostenuta che devono essere localizzati sul manubrio. I comandi ad azione sostenuta non devono sporgere dall’estremità delle stegole.

L’uscita dei gas di scarico deve essere posizionata in modo da dirigere le emissioni gassose lontane dall’operatore nella normale posizione di lavoro. La marmitta deve essere dotata di carter di protezione termo isolato e non alterata.




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