I 7 Migliori Gin: Il Barman a Casa Tua

Un pizzico di noce moscata, due scorze di limone, acqua tonica e dry gin: il cocktail è servito. Io non ne capisco molto di gin e ne bevo poco, ma quando invito gli amici a cena ci dilettiamo, prima di cena a preparare cocktail con stuzzichini.

Di solito lo compro al supermercato, ma di recente ho comprato sia il gin artigianale che quello di produzione industriale tramite la vendita online: intanto ho scoperto, grazie alle recensioni e alle opinioni degli utenti, che è fatto con bacche di ginepro, che a volte c’è anche la noce moscata, e che i tipi possono distinguersi per grado alcolico, e molto altro. L’acquisto sul mercato della vendita online ha un prezzo diverso e c’è molta più scelta per la marca.

Non sono stata a guardare il basso prezzo né il prodotto più economico, ma quello giusto per le mie esigenze.




Qual è il miglior gin?miglior-gin

Si tratta di uno dei liquori più usati al mondo nella preparazione di cocktail, in particolare nel Regno Unito.

Si ottiene dalle bacche di ginepro e tra gli ingredienti c’è l’alcol etilico. Il suo successo nei cocktail deriva dal fatto che non copre o maschera il sapore degli altri ingredienti, ed è utilizzato per una grande varietà di drink, anche fruttati.

Esistono molte tipologie. Quello al ginepro è uno dei più antichi ed è composto principalmente da questa erba. Il gin distillato comprende alcol etilico al 96% con il ginepro come erba dominante. Il London Gin, spesso chiamato Dry gin, è prodotto con alcool etilico e non ha dolcificanti aggiunti.

Qui di seguito ti presentiamo i migliori gin:

1. Gin Mare Mediterranean

Il migliore per: speziatura d’erbe mediterranee

È aromatizzato con cinque botaniche principali che richiamano la cultura mediterranea: basilico dall’Italia, timo dalla Grecia, rosmarino dalla Turchia, agrumi dalla Spagna e l’oliva arbequina, cultivar tipica della Catalunya.

Accanto ai classici ginepro, coriandolo e cardamomo questi profumi creano un prodotto dai tipici sentori e ricordi delle coste baciate dal sole. Viene prodotto nella distilleria di Vilanova i la Geltru, un antico villaggio di pescatori che si trova tra la Costa Brava e la Costa Dorada. La bottiglia è da 700 ml e il titolo alcolimetrico è pari al 42,7% vol.

  • Sentori esclusivi
  • Morbido
  • Avvolgente

2. Hendrick’S Gin ml 700

Il migliore per metodo di produzione tradizionale

Questo prodotto è la quintessenza della sovranità culturale britannica. Nell’era vittoriana, la bevanda aveva un valore di status per l’alta società, mentre oggi è una stella nel firmamento del piacere e dell’eleganza. È l’unico liquore di questo tipo al mondo ad essere prodotto in piccole quantità di soli 200 litri per lotto usando ancora un alambicco Carter-Head e un Bennet.

Oltre alle bacche di ginepro italiane, altre dieci piante conferiscono questo prodotto il suo gusto straordinario. Dolce ed equilibrato, ha richiami floreali potenti e intensi: aromi di ginepro e coriandolo armoniosamente miscelati e un intenso profumo floreale di viola e rosa. Il suo gusto inusuale e inaspettato sorprende con le note dominanti di cetrioli e petali di rosa.

  • Dolce
  • Equilibrato
  • Intenso

3. Gin Alkkemist 0,70 lt

Il migliore per: profumo

Venduto in bottiglia da 0.70 lt è un distillato in cui dominano i sentori botanici, comprende 21 erbe su cui prevalgono uva moscata e finocchietto marino, ha un sapore molto delicato e un profumo intenso ed è ideale per i cocktail raffinati a base di gin, in particolare per i gusti femminili, con aggiunta di acqua tonica liscia.

Si tratta di un prodotto realizzato con alambicchi di rame tradizionali, distillato per tre volte e di ottima qualità. La bottiglia con astuccio, davvero elegante e di design, è ottima come idea regalo. Questo liquore è distillato soltanto 12 volte all’anno, durante le notti di luna piena.

  • Delicato
  • Elegante
  • Di qualità

4. Dol Gin Dolomiti Dry 45 % 0,5 lt. – Distilleria Zu Plun

Il migliore per: qualità

Questo dry gin è prodotto in Alto Adige Sued-Tirol, ed è venduto e spedito in una caratteristica bottiglia decorata da 0.5 litri. Presenta un gusto davvero aromatico e morbido, con un profumo molto intenso, rendendolo ideale anche per essere consumato semplicemente con ghiaccio e acqua tonica.

È un gin distillato prodotto con metodo del gin artigianale e con una miscela di erbe aromatiche, tra cui spicca la genziana ed altre erbe tipiche della catena montuosa delle Dolomiti. La concentrazione alcolica è del 45%. Si tratta di un prodotto di altissimo livello, ottimo per festeggiare un’occasione speciale o per un’idea regalo destinata a una persona importante.

  • Artigianale
  • Morbido
  • Profumato

5. Monkey Gin Cl 50

Il migliore per: erbe aromatiche

Monkey Gin è un prodotto Rossi&Rossi, è venduto in una bottiglia di vetro marrone, colore che protegge il distillato dalla luce, e presentato con un caratteristico tappo di sughero. La concentrazione alcolica è del 47% e il formato della bottiglia è di 500 ml. L’anno di vendemmia è il 2015 ed è prodotto nella Foresta Nera, in Germania, con la sapiente miscelazione di ben 47 erbe aromatiche, superiori a quelle tradizionalmente presenti negli altri liquori.

Si tratta di un prodotto di qualità superiore, anche grazie al fatto che gli ingredienti restano in macerazione in un’acqua proveniente dalla sorgente naturale delle Black Forest Distillers. Il suo profumo e il suo sapore lo rendono il protagonista principale per un ottimo gin tonic, ma è perfetto anche come liquore da meditazione.

  • Avvolgente
  • Lenta macerazione
  • Floreale

6. Gin Tanqueray N°10

Il migliore per: Gin Tonic

Tanqueray è uno dei gin classici, una molto nota tra gli appassionati del settore nella produzione di gin, e questo prodotto è imballato e spedito con la caratteristica bottiglia verde, dal sapore retrò, con le scanalature verticali, in formato da 70 cl.

Ha un profumo intenso e fresco ed è il componente immancabile dei cocktail, l’anno di produzione è il 2015 e ha un intenso aroma di camomilla, agrumi, tra i quali pompelmo e lime, e bacche di ginepro. Di produzione inglese, ha un cuore distillato 5 volte ed una concentrazione alcolica del 47,7%.

  • Caratteristico
  • Agrumato
  • Famoso

7. Generous Gin cl.70

Il migliore per: rapporto qualità- prezzo

Dal sapore rotondo e generoso, è ideale per la preparazione di cocktail freschi grazie alla sua composizione speziata e morbida. La bottiglia da 70 cl ha un design elegante, ideale per aggiungere ricchezza al carrello dei liquori o per un regalo in vista di un’occasione importante.

La concentrazione alcolica è del 44% e la produzione è francese. La composizione vede la predominanza delle bacche di ginepro, ma anche di agrumi e fiori. È ottimo da solo, liscio, ma anche per preparare il Gin Tonic. Ha un ottimo rapporto qualità prezzo.

  • Design raffinato
  • Sapore speziato
  • Buono anche da solo




Come scegliere il Miglior Gin?

Sul mercato e tramite la vendita on line si trovano tanti tipi di marca ed è possibile scegliere in base al prezzo e all’opinione degli utenti. Il gin giusto va scelto in base all’utilizzo che se ne deve fare: se deve essere usato per la preparazione di cocktail ad esempio, oppure come bicchierino liscio prima di coricarsi.

È poi importante considerare che il prodotto è anche spesso confezionato in bottiglie belle da vedere e che ha una durata indefinita, quindi, per arricchire il proprio carrello liquori con una bottiglia di pregio si potrà scegliere un tipo più costoso.

Quali tipi ci sono sul mercato?

Si tratta di un distillato di cereali bianco, aromatizzato con bacche di ginepro e altre erbe, spezie, piante e radici. Ed è sicuramente uno dei superalcolici più diffusi al mondo, nonché uno dei protagonisti assoluti di molti cocktail contemporanei, come il celebre gin lemon.

Si ottiene per infusione a freddo o a caldo, secondo il metodo olandese, oppure distillato con l’alambicco (pot still) o con la colonna continua (coffey still), secondo il metodo inglese del London Dry o il Genever come si chiama ancora nei Paesi Bassi.

Si tratta in ogni caso di un universo poliedrico, intessuto di essenze e note aromatiche che avvolgono il palato e trasportano la mente verso luoghi lontani. Prova solo a pensare al gin mare
Scopri quali sono i tipi più diffusi che puoi trovare in commercio.

London Dry Gin

Rappresenta il tipo più conosciuto e più popolare. Ha caratteristiche floreali e aromatiche, che derivano dai botanicals (erbe e spezie aromatizzanti), principalmente ginepro, aggiunte durante la seconda o terza distillazione. I vapori raggiungono l’alcol mentre passano attraverso un alambicco con un accessorio chiamato “gin head”. Ottimo per cocktail e martini.

Craft Gin

Questa versione più moderna utilizza lo stesso processo di distillazione della bevanda tradizionale, ma è tipicamente infusa con sapori aggiuntivi (e talvolta sorprendenti), che spingono a sviluppare delle più tradizionali caratteristiche dello spirito. Le creazioni di questa categoria sono anche note come nuovi prodotti occidentali.

Old Tom Gin

È la versione zuccherata del London Dry, con sciroppo e/o note di agrumi. Tale prodotto era il preferito nel diciannovesimo secolo ed era disponibile solo nel Regno Unito. Oggi anche altri paesi lo producono. Ideale per le ricette di cocktail più vecchie, tra cui il Tom Collins.
Genever Gin

Altrimenti conosciuto come Schiedam, questo tipo olandese e belga è la ricetta più antica che ci sia. Risalente al Medioevo, è – come il whisky – distillato dal macero di cereali maltati ed è spesso invecchiato in botti di rovere. Si possono ottenere due tipi: il vecchio Genever, che è dolce, aromatico e color paglia e il giovane Genever, che è più leggero e più secco.

Sloe Gin

Questo liquore rosso è aromatizzato con drupe di prugne (prugnolo), un piccolo frutto che è un parente della prugna. Il metodo di produzione tradizionale prevede di immergere le prugnole nella bevanda, usando lo zucchero per assicurare che il succo di prugnolo sia estratto dal frutto, ma molti Sloe Gin commerciali vengono realizzati aromatizzando gli spiriti con grani neutri più economici.

Come viene prodotto?

Un tempo si distillava il primo lavaggio dei cereali e poi si faceva una seconda distillazione. Durante la seconda distillazione i vapori che salivano verso l’alto passavano attraverso dei recipienti che contenevano i botanicals e così si impregnavano.

Oggi invece si preferisce fare macerare i botanicals direttamente nell’alcol, prima che avvenga la seconda distillazione. Questa massa alcolica aromatizzata viene scaldata e distillata una seconda volta, vengono scartate ovviamente testa e coda e i vapori poi si condensano nel refrigeratore. Il prodotto è pronto, può essere imbottigliato.

La distillazione avviene in alambicchi di rame che possono essere discontinui per produzioni più piccole e pregiate oppure con distillazione continua, magari con l’alambicco Coffey, che si sta dimostrando molto valido ed efficiente.

Quali sono i metodi di distillazione più diffusi?

I metodi più popolari sono tre. Qui di seguito puoi scoprire come vengono realizzati.

Colonna distillata continua

Si tratta del modo più comune per produrre questo genere di bevanda. Uno spirito molto concentrato viene creato usando ancora un Coffey. Questo viene poi ridistillato con l’aggiunta di un “gin basket” pieno di prodotti botanici tra cui bacche di ginepro, i cui aromi sono estratti dal calore che fa salire il vapore. Con tale procedimento si produce un distillato con un sapore leggero.

Vaso distillato o alambicco

Si tratta di un processo tradizionale che prevede la distillazione della poltiglia fermentata, ottenuta da cereali come l’orzo. Questo viene poi ridistillato con prodotti botanici per aggiungere sapore. Di solito è conservato in vasche o botti di legno per conferire un sapore di malto che ricorda quello del whisky.

Gin composto

Il metodo prevede di aromatizzare gli spiriti neutri con essenze naturali o aromi – come coriandolo, zafferano, pompelmo, noce moscata, cannella e anice – senza ridistribuire.

Come degustare il gin in 6 passi

Che cosa è esattamente un buon gin? Un buon liquore fa risaltare l’aroma e il sapore dei prodotti botanici aggiunti durante il processo di ridistillazione. Quando si fa un test di assaggio tra uno di buona qualità e uno di qualità inferiore, è abbastanza facile notare la differenza nella qualità degli ingredienti utilizzati e nel processo di distillazione. Ecco come puoi fare un test di assaggio.

1. Scegli il bicchiere giusto

Quello che curva verso l’interno nella parte superiore, intrappola maggiormente gli aromi della bevanda, consentendo una migliore esperienza olfattiva. Un bicchiere con un gambo, mantiene il calore delle tue mani per riscaldare delicatamente il liquore.

2. Valuta l’aspetto

Proteggi il tuo bicchiere di liquore dalla luce e osserva il suo colore. I prodotti botanici aggiunti al gin conferiranno una varietà di tinte e aromi.

3. Fai il test dell’acqua

Aggiungi una parte uguale di acqua naturale al gin. L’acqua ridurrà il contenuto alcolico e consentirà il pieno sviluppo del carattere e dei sapori dei prodotti botanici della bevanda.

4. Fai mulinello

Agita leggermente il liquore nel tuo bicchiere per aggiungere un po’ d’ossigeno e raccogliere gli aromi attorno al bordo.

5. Percepisci l’aroma

Prendi un lungo respiro e annusa il gin. Prova a rilevare le note di agrumi, frutta, spezie, fiori e legno. Se percepisci forti odori di sostanze chimiche, è un segno che probabilmente stai per assaggiare un liquore di scarsa qualità.

6. Assapora il gusto

È arrivato finalmente in momento di bere. Nota il gusto sottile del ginepro che puoi percepire nel primo sorso. Durante i successivi sorsi scopri la varietà di note aromatiche che si trovano nel prodotto che stai degustando. In un buon liquore, i sapori dovrebbero fondersi bene e completarsi a vicenda. Tieni presente che il ginepro dovrebbe essere il sapore predominante… dopotutto è, gin!

Come scegliere un buon gin

Decidere quale bottiglia di gin acquistare non è un’impresa facile. Come la vodka, il gin è uno spirito neutro e non particolarmente complesso rispetto al whisky e al cognac. E questo spiega perché venga comunemente usato nei cocktail, con aggiunta di acqua tonica.

C’è poco da imparare a leggere l’etichetta. A differenza del whisky, del vino e di simili bevande, una bottiglia di gin non viene fornita con le linee guida sull’età.
Il fatto che sia una versione più costosa non significa necessariamente che sia migliore, in termini di qualità e gusto. Può capitare che costi più della media per il fatto che è realizzato a mano o in piccoli lotti. Spetta a te decidere se è di tuo gradimento, in base al tuo palato.

In genere i diversi marchi non commercializzano il loro gin come premium o lusso. Come detto sopra, il prezzo è legato al volume di produzione. Quindi tutti i gin sono “creati uguali”, in un certo senso.
Un modo semplice per identificare un buon prodotto è quello di andare al bar e ordinare un gin tonic perfetto.

Chiedi al barista quale marca ha usato ed esegui il test del gusto che abbiamo spiegato sopra.
Per i puristi, il bar è il posto migliore per allenare il palato perché i baristi tendono a fare scorta di molte diverse qualità e marche di questo alcolico. Di volta in volta, ordina un cocktail chiedendo di utilizzare un differente tipo di bevanda. Sorseggia e annusa. Al termine della prova (da non fare tutta in un solo giorno!) puoi identificare il tipo che ti ha soddisfatto di più.

Un po’ di storia

La nascita del gin è legata alla ricerca di medicinali efficaci e già se ne parla in alcuni documenti della Scuola medica salernitana: i liquori e i distillati in genere, estratti da piante, scorze, radici e cortecce venivano usati per aiutare i medici di allora a lenire eventuali disturbi o malesseri fisici.

Questi principi vennero ripresi in Olanda, dove quello che sarebbe meglio chiamare Genever vide la luce alla metà circa del diciassettesimo secolo grazie all’abilità del medico, naturalista e farmacista Franciscus de la Boë, detto Franciscus Silvius: professore dell’università di Leida che lo reputava un rimedio per gastriti e dolori intestinali, nonché un diuretico efficace. Come sempre accade in questi casi non ci volle molto tempo per capire che la bevanda era anche molto piacevole da bere e provocava pure una certa euforia.

Fatto conoscere in Inghilterra da Guglielmo III d’Orange, olandese di nascita ma re di Inghilterra nel corso della seconda metà del Seicento, la sua produzione venne incentivata dopo il divieto di importare vino e di cognac dall’estero (soprattutto dalla Francia che a quei tempi era nemica), per dare avvio, grazie alle eccedenze dei raccolti inglesi di cereali, alla produzione della bevanda in patria. Precise motivazioni economiche e politiche furono insomma alla base della diffusione della bevanda in Inghilterra.

Tuttavia data la grande accessibilità di questa bevanda spiritosa alle classi più povere, che spesso venivano pagate con questo distillato, si diffuse una vera e propria piaga da alcolismo che solo le tasse imposte sul prodotto hanno potuto in parte ridurre.



Lascia un commento