I 3 Migliori Zappini Tiratronchi per Autentici Boscaioli

Il progresso tecnico ha profondamente mutato il modo di lavorare in bosco. Alcune operazioni sono state rese facili dall’impiego di determinate macchine come la motosega, ma altre sono ancora eseguite con attrezzi manuali. È il caso dell’impiego del miglior zappino tiratronchi, che si utilizza soprattutto nell’esbosco per tirare, girare, alzare e sistemare in catasta i tronchi.

L’organizzazione del lavoro in bosco e le tecniche di abbattimento delle piante segue regole precise per lavorare in sicurezza per prevenire infortuni e altri pericoli per la salute, deve essere svolto in modo redditizio ma rispettando il patrimonio forestale e la sua capacità di rinnovazione. Soprattutto il lavoro deve essere svolto nel rispetto delle normative di Stato e Regione ce ne fissano tempi e modalità.

 

Qual è il miglior zappino tiratronchi?

La forma varia molto a seconda dei modelli proposti, sia nella parte in ferro sia per il manico. Generalmente ogni tipo presenta una forgiatura particolare della punta che facilita l’ancoraggio nel legno.
La parte metallica è disegnata secondo principi ergonomici e presenta sul dorso una seghettatura particolare per particolare presa in inverno su legni gelati.

Il manico può essere in legno (di frassino) e in polimeri plastici con presa antiscivolo, le misure sono variabili tra 100 e 120 cm. Ci sono anche zappini piccoli per maneggiare fondelli di legno, muovere e raccogliere legna da ardere, piccoli tronchi, di grandezza unica con manico lungo 40 cm circa.

Qui di seguito ti presentiamo i migliori zappini tiratronchi:

 

1. Zappino Tiratronchi Fiskars GG126006 XA2 WoodXpert

Il migliore per: maneggevole

Ha un manico molto maneggevole, che si rivela ideale per sollevare e spostare piccoli tronchi, impilare la legna e spostare legname anche di grosse dimensioni.

L’utensile è stato realizzato in collaborazione con boscaioli professionisti, ponendo la massima attenzione alla leggerezza, all’impugnatura ergonomica e all’eccellente sviluppo della lama.

Molto robusto e comodo, viene fornito con una pratica custodia.

  • Grip
  • Leggero
  • Robusto

2. Ochsenkopf OX 172 A-0700

Il migliore per: leggerezza

Ha un manico in alluminio di alta qualità e si fa apprezzare per la sua notevole leggerezza: pesa infatti solo 580 grammi (la lunghezza è di 70 cm).

La particolare geometria della punta garantisce una presa salda nel legno, per spostare e raccogliere piccoli tronchi d’albero.

Stabile, maneggevole e robusto, consente di lavorare all’insegna dell’ergonomia.

  • Maneggevole
  • Duraturo
  • Ergonomico

3. Bison 20-03-121200 Zappino tiratronchi

Il migliore per: rapporto qualità/prezzo

Ideale per raccogliere i rami e per maneggiare i tronchi abbattuti, questo zappino in acciaio forgiato garantisce una lunga durata nel tempo. La sua sottile e robusta punta ad uncino si inserisce agevolmente nel legno, senza richiedere una particolare forza. Il manico, realizzato all’insegna dell’ergonomia, è in frassino resistente. Pesa 600 grammi e misura 59 x 20,4 x 9,4 centimetri.

  • Maneggevole
  • Ergonomico
  • Efficace




Perché acquistare questo utensile?

L’organizzazione del lavoro in bosco e le tecniche di abbattimento delle piante segue regole precise per lavorare in sicurezza per prevenire infortuni e altri pericoli per la salute, deve essere svolto in modo redditizio ma rispettando il patrimonio forestale e la sua capacità di rinnovazione. Soprattutto il lavoro deve essere svolto nel rispetto delle normative di Stato e Regione ce ne fissano tempi e modalità.

Innanzitutto per lavorare in sicurezza bisogna fare un’attenta valutazione dei rischi, conoscere bene le caratteristiche del terreno, organizzare preliminarmente il lavoro a partire dalla quote maggiori (in caso di terreno con pendenze) e prevenire gli infortuni da taglio e da traumi indossando i dispositivi di protezione individuale. La dotazione completa di DPI per il boscaiolo prevede: casco con otoprotettori e visiera, pantaloni antitaglio, guanti, scarpe antinfortunistica, giacca da lavoro con inserti ad alta visibilità.

L’esbosco è l’insieme delle operazioni che riguardano il trasporto delle piante abbattute sino al luogo di raccolta e di carico per il suo allontanamento dal bosco. Questa prima operazione, una volta che la pianta abbattuta è stata sramata e il fusto suddiviso in diverse parti, consta generalmente di un tratto più o meno lungo di strascico al suolo, che sul posto di abbattitura può essere svolto con l’ausilio dello zappino.

 

Com’è fatto?

Lo zappino si può presentare in varie forme ma tutte derivanti da un’unica base, con la punta che deve avere un angolo rispetto al manico di 40-45° in modo da agevolare sia la penetrazione nel legno sia il distacco dell’attrezzo. In alcuni casi, lo zappino presenta una particolare forgiatura della punta, detta “mosca”, che facilita l’ancoraggio nel legno.

Lo zappino è un attrezzo fondamentale per il lavoro in bosco e, in particolare, per la fase di esbosco. Il suo utilizzo è molteplice: serve per alzare un toppo (cioè un pezzo di tronco sgrossato, sramato e scorticato se occorre) in modo da poter agganciare una catena o una fune, per spostare un toppo che ostacola le lavorazioni, per lo spostamento del legname in genere.

Questo attrezzo richiede forza fisica, tuttavia usando tecniche corrette è possibile ridurre al minimo gli sforzi e aumentare la resa, facilitando il lavoro e diminuendo il rischio di incidenti. Occorre lavorare con la schiena diritta, maneggiare lo zappino tenendolo vicino al corpo, avere sempre una gamba arretrata come sostegno qualora lo zappino si stacchi dal toppo, prima di tirare occorre controllare che l’attrezzo sia ben conficcato o appoggiato, se si lavora in 2 o più persone posizionarsi a distanza e agire in modo coordinato.

 

A cosa serve esattamente?

Le attività che si fanno comunemente con lo zappino sono riconducibili a tre operazioni complementari in base alla situazione:
1. tirare in avanti – lo zappino va piantato in un punto fisso del toppo a 20-40 cm dalla testa del pezzo in modo che sia agevole tirarlo. Se si tira un toppo in discesa bisogna fare attenzione e posizionarsi per quanto possibile di lato impugnando lo zappino con fermezza in modo da gestire la spinta e svincolarsi all’occorrenza. Se una parte del tronco ha peso eccessivo per un solo operatore occorre operare in squadra
2. spostare di lato – si può procedere in diversi modi: per rotolamento eseguendo un movimento di leva agendo sul puntale dello zappino oppure usare il manico come leva da mettere sotto il tronco.
3. ruotare (in questo si può usare come alternativa al giratronchi) – per ruotare oltre a puntare lo zappino sopra il toppo e tirare, si può procedere con un effetto leva nel punto di mezzo ma senza inserire la punta troppo sotto altrimenti non si fa altro che alzarlo come nello spostamento

Lo zappino è utilizzato anche come principale attrezzo nell’esbosco per avvallamento, sia lungo linee naturali che in percorsi artificiali permanenti o temporanei (dette risine).
Prima di avvallare un toppo è necessario accertarsi che il percorso sia libero, anche tramite segnali visivi o comunicazione radio. Per sicurezza è possibile accedere alla linea di avvallamento solo se autorizzati da chi opera a monte.

Una volta effettuate queste operazioni con lo zappino, i tronchi possono essere legati con funi, carrucole, catene e/o movimentati con trattori fino ai punti di accatastamento.
Anche per queste operazioni più meccaniche l’impiego dello zappino può essere utile per agevolare il traino e lo spostamento dei tronchi, nel caso ci siano ostacoli lungo il percorso come massi o a protezione delle piante non abbattute. In questo caso bisogna essere coordinati perché si possa operare in piena sicurezza

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