I 5 Migliori Biotrituratori: Concime a Costo Zero

Prezioso alleato nella manutenzione degli spazi verdi, il miglior biotrituratore è particolarmente utile quando si effettua la potatura di piccoli arbusti, cespugli e siepi. Sminuzza in piccolissimi pezzi rami e sterpaglia che possono essere compostati e utilizzati come concime, per lo stesso prato o per le piante, dopo adeguata maturazione.

Si tratta dunque di uno strumento che aiuta in una pratica domestica di recupero e di valorizzazione di materiale organico altamente ecologico, con una doppia funzione: da un lato evita di afferire in discarica il verde che si è prodotto dalla manutenzione del giardino, dall’altro di creare un concime altamente nutriente e del tutto naturale a costo zero, con cui invasare nuove piante e da distribuire sul terreno prima della vangatura e semina di nuove coltivazioni ortofrutticole.




Qual è il miglior biotrituratore?

La scelta di questo genere di apparecchiature è strettamente legata alla tipologia e alla quantità di rami da triturare. Oltre alle caratteristiche riportate nelle pagine di prodotto della vendita online, puoi avere interessanti spunti dalle opinioni degli amanti del giardinaggio che scelgono di condividere la loro esperienza nel web.

Qui di seguito riportiamo la recensione di alcuni dei modelli di punta delle principali marche sul mercato, che puoi acquistare in rete al prezzo più basso e senza muoverti da casa.

 

1.Einhell GH-KS 2440 Biotrituratore a Lame

Il migliore per: molteplici dispositivi di sicurezza

È un apparecchio potente, con robusta struttura carrellata su ruote, ideale per sminuzzare ramaglie di alberi e siepi.

Fornito di due coltelli a doppio taglio in acciaio, ha un’ampia tramoggia per facilitare l’inserimento dei rami (con diametro massimo di 40 mm).

I suoi dispositivi di sicurezza includono un interruttore di protezione del motore contro il sovraccarico e una protezione integrata contro il riavvio accidentale. Il pestello è incluso con supporto.

  • Robusto
  • Rapido
  • Accessoriato

 

 

2.Bosch AXT RAPID 2200

Il migliore per: super affilato

Ha una lama di precisione tagliata al laser, molto affilata e di lunga durata, con elevate prestazioni di taglio.

È progettato con un imbuto di caricamento rapido e viene fornito con una comoda paletta convogliatrice per un facile riempimento e una veloce triturazione.

Grazie al suo peso ridotto, si trasporta con facilità anche su terreni in pendenza.

  • Preciso
  • Maneggevole
  • Accessoriato

 

3.IKRA IEG2500

Il migliore per: elevata capacità di raccolta

La sua lama in acciaio temprato assicura un’elevata capacità di taglio ed una lunga durata. Consente di triturare rami con diametro massimo di 4 centimetri, con ingresso automatico. Il contenitore di raccolta ha una capacità di 50 litri.

Aprendo l’alloggiamento è possibile effettuare ogni operazione di pulizia ordinaria. Le sue funzioni speciali includono Nonstop, protezione anti-avviamento e interruttore a bassa tensione. La potenza è di 2500 W.

 

4.Al-Ko Easy Crush MH 2800

Il migliore per: grande tramoggia

Questo biotrituratore si caratterizza per i suoi potenti elementi di taglio. La tramoggia di alimentazione è particolarmente grande con alimentazione a lame.

La scocca è stabile con ruote XL ed è presente un grande cesto di raccolta integrato con capacità di 48 litri. Ha una potenza di 2800 W ed è in grado di tagliare rami con diametro massimo di 4 centimetri.

  • Stabile
  • Pratico
  • Potente

 

5.Black & Decker GS2400

Il migliore per: motore silenzioso

È sviluppato con meccanismo di taglio a rullo portafresa con inversione della rotazione per rimuovere i rami bloccati. Il rullo portafresa è regolabile senza utensili.

Ha un motore a induzione che si fa apprezzato per il suo ridotto livello di emissioni acustiche. I detriti vengono raccolti in un’apposita sacca. Ha una potenza di 2400 W ed è completo di un sistema di protezione da sovraccarico e di un interruttore di sicurezza

  • Regolabile
  • Maneggevole
  • Potente




Biotrituratori elettrici o a motore?

I biotrituratori domestici si dividono in due tipologie: quelli con funzionamento elettrico e quelli con motore a scoppio. I vantaggi e gli svantaggi dell’una e dell’altra categoria sono abbastanza palesi.

I modelli elettrici dispongono di filo e quelli a benzina e diesel no, ma questi ultimi emettono comunque miasmi e necessitano di una manutenzione del tutto particolare.

Vi è poi una differenza nella potenza del motore, che è maggiore nei modelli a motore, e nell’azione sminuzzatrice in funzione anche del tipo di lama temprata e di taglio.

 

Capacità di taglio del biotrituratore?

La prima nota tecnica da prendere in considerazione nella scelta dell’apparecchio è la sua capacità di taglio (sminuzzamento e dimensioni).

Nelle specifiche tecniche di ogni macchina è riportato il diametro massimo dei rami che è in grado di trattare senza problemi: parti eccessivamente più grosse potrebbero sforzare eccessivamente il motore mandandolo in blocco o bruciandolo.

 

Anti-inceppamento del biotrituratore?

Può essere utile a riguardo disporre di un sistema anti inceppamento. Di solito tali sistemi si basano sulla reversibilità del movimento delle lame (girando in senso inverso sbloccheranno il movimento e permetteranno così di proseguire lavoro). Per attivare tale funzione, di solito esiste un apposito pulsante.

In caso contrario occorre fermare il dispositivo, togliere la spina, aprire il corpo-macchina e procedere manualmente alla rimozione dei pezzi rimasti inceppati.

 

Potenza del biotrituratore?

La potenza elettrica, espressa in Watt, è un indice abbastanza affidabile della potenza generale del motore interno e della capacità di sminuzzare i rami. Le potenze medie sono compresa fra i 2000 W ed i 2500 W. la grande maggioranza dei biotrituratori elettrici sul mercato Rientra entro questi valori.

In base alla potenza disponibile si determina la velocità di taglio delle lame. Naturalmente si parla di migliaia di giri al minuto (un buon livello qualitativo in tal senso può essere un limite di 3000 g/min).

 

Vantaggi dei biotrituratori a turbina?

I biotrituratori a turbina sono i più efficienti. Le turbine infatti permettono di triturare facilmente tutte le parti e tipologie di piante, da quelle con tronco legnoso agli arbusti flessibili, fino alle frasche. Questo vuol dire anche che sarà possibile triturare una quantità maggiore di materiale prima che il cesto si riempia, poiché i residui saranno di dimensioni inferiori rispetto a quelli lasciati dagli altri sistemi.

Data la sua versatilità, un trituratore rami a turbina è sicuramente il più adatto per chi ha un ampio giardino con una flora variegata oppure per chi ha un orto con alberi da frutto. La turbina ha inoltre il vantaggio di creare una corrente aspirante, facilitando così anche l’inserimento di foglie, erba o rametti di piccole dimensioni.

 

Vantaggi dei biotrituratori a rullo?

Questi tritarami utilizzano un sistema a rullo con denti che schiacciano e sminuzzano le potature, agendo come una macina. In questo modo sono in grado di operare su rifiuti di vario tipo, che vengono “restituiti” sotto forma di materiale fibroso, piuttosto facile da utilizzare come concime.

Hanno inoltre l’innegabile vantaggio di un’azione piuttosto silenziosa. Per la loro struttura, però, tendono a bloccarsi qualora vengano in contatto con fogliame e legname verde, che offre una resistenza superiore all’azione sminuzzante.

 

Vantaggi dei biotrituratori a lama?

Gli apparecchi dotati di lama, invece, hanno un meccanismo che si incarica di tagliare i rifiuti verdi in parti molto fini, un processo che risulta inevitabilmente piuttosto rumoroso ma di innegabile efficacia.

Il numero delle lame è direttamente proporzionale all’efficacia nell’esecuzione dell’operazione, modelli dotati di una sola lama faranno scaglie più lunghe e grossolane di quelli multilama. Le lame sono montate su un piatto imperniato al motore.

Mettendo a confronto i prezzi e le funzionalità dei vari apparecchi emerge come sia possibile trovare un modello adatto alle tue esigenze senza spendere cifre elevate. In particolare è bene sapere che i biotrituratori restituiscono differenti tipologie di prodotto lavorato a seconda del tipo di lama, che sfibra o sminuzza i rifiuti.




Accessori del biotrituratore?

I biotrituratori mediamente grandi possono avere incluso un cesto di raccolta della capacità di 40- 50 litri, che andrà svuotato quando pieno; per macchine più piccole occorrerà provvedere da sé mettendo all’uscita un secchio. I cesti di raccolta posso essere telati (di minore resistenza) o di plastica.

Un utile accessorio è la dotazione di una paletta che aiuta a convogliare i materiali più leggeri verso il sistema di taglio senza avvicinarvi le mani.

Tutte le macchine poi devono avere delle ruote per poter muovere l’apparecchio da un punto all’altro del giardino o per riporlo in un luogo di rimessa, dato che sono macchine non tanto grandi ma comunque ingombranti. Perciò può essere utile valutare anche la presenza di maniglioni per agevolare gli spostamenti.

Ultimo dettaglio di cui tenere conto è quello relativo all’imboccatura, ovvero il punto nel quale si inseriscono i materiali di scarto, che deve risultare comoda da raggiungere e garantire che l’operazione di taglio o sminuzzatura avvenga nella massima sicurezza.

In termini di rumorosità quelli a turbina sono più silenziosi dato che richiedono al motore di effettuare un basso numero di giri, quelli più rumorosi sono quelli a lama.

 

Biotrituratore domestico o professionale?

Macchine di questo tipo ne esistono di diverso genere e dimensione. Mentre gli apparecchi di tipo domestico sono generalmente in grado di triturare rami e tronchi di piccolo diametro (di arbusti, cespugli e piccole piante), quelle professionali, molto più grandi, possono ridurre in scaglie anche grossi tronchi di legno.

Questi possono poi essere utilizzati per la cippatura nei sistemi di biocombustione, permettendo lo stoccaggio del materiale in silos e di ridurre l’umidità.

 

Biotrituratore o biocippatore?

Che differenza c’è tra queste due macchine di funzionamento in apparenza simile? Tutto dipende dal tipo di scarti vegetali da sminuzzare. Quello proveniente da potature di aree verdi viene triturato dal biotrituratore per ottenere il compost.

Quello costituito da legname senza foglie viene introdotto nella biocippatrice per la produzione del cippato, ovvero delle scaglie di legno che possono essere utilizzate come combustibile.

Dal cippato è inoltre possibile ottenere pellet, grazie alla pellettatrice in grado di compattarlo.

Molti biotrituratori consentono di introdurre sia materiale verde che legnoso.

 

Biotrituratore e compost?

Il compostaggio è il risultato della bio-ossidazione e dell’umificazione di un misto di materie organiche (come ad esempio residui di potatura, scarti di cucina, letame, liquame o i rifiuti del giardinaggio come foglie ed erba sfalciata) da parte di macro e microrganismi in condizioni particolari: presenza di ossigeno ed equilibrio tra gli elementi chimici della materia coinvolta nella trasformazione.

Il prodotto che si ottiene, dopo adeguati tempi di maturazione, è ricco di sostanza organica. Usato come ammendante (cioè come fertilizzante) migliora la struttura del suolo e la disponibilità di elementi nutritivi (in particolare derivanti da fosforo e azoto).

Il compost lo si può ottenere usando le compostiere (contenitori che favoriscono l’ossigenazione e il mantenimento del calore durante l’inverno) o destinando un angolo del giardino in un cumulo o una buca, avendo l’accortezza di tenerne una attiva e una a riposo con una rotazione di almeno 6 mesi.

Disponendo di un biotrituratore dunque si risolve il problema della gestione delle masse di natura vegetale derivanti dalla periodica potatura degli arbusti che si devono smaltire.

 

Biotrituratori, soffiatori e aspirafoglie?

Nel gruppo degli apparecchi di biotriturazione possiamo anche includere quegli apparecchi – per lo più portatili a spalla – soffiatori ed aspirafoglie con cui possiamo raccogliere le foglie che cadono in autunno e che marcendo potrebbero danneggiare il prato.

Anche questi apparecchi nell’aspirazione, mediante l’azione della girante, sminuzzano le foglie che vengono raccolte in sacchi di cui sono dotate, però sono considerati un altro tipo di macchina. I biotrituratori infatti devono essere statici, sia per una questione di sicurezza nella gestione dell’apparecchio, sia perché piccoli rami e arbusti devono essere introdotti nel macchinario a mano un poco alla volta.

Lo sminuzzato che si ottiene può essere raccolto in secchi oppure in cesti di raccolta se predisposti come accessori. Nelle macchine semiprofessionali può essere inviato con un sistema pneumatico ad altro contenitore (una cisternetta o un vagoncino semovente) posto o trainato da un trattorino o un motocoltivatore.




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