Crea ciò che Vedi, con i 5 Migliori Calibratori Monitor

Quante volte ti sarà capitato di rimanere deluso dopo aver stampato

una foto che avevi ritoccato con tanta cura… Ma come, sullo schermo i colori e i contrasti erano perfetti e invece su carta è tutto così diverso!

Questo succedere perché il monitor del tuo computer non è calibrato in modo corretto. Con il miglior calibratore monitor hai la sicurezza di visualizzare l’immagine con i suoi colori reali, esattamente come verrà stampata.




Qual è il miglior calibratore monitor?

Vi sono anche altre circostanze in cui può essere importante poter vedere i colori reali di un oggetto. Ad esempio… nella vendita online! Hai infatti la sicurezza di ricevere un prodotto dell’esatto colore che avevi visto sul tuo display, proprio come se fossi in negozio.

Così, da oggi in poi, i tuoi acquisti nel web al prezzo più basso saranno molto più coinvolgenti.

 

X-Rite EODIS3 i1 Display Pro

Il migliore per: rapidità

Integra nuovi sistemi tecnologicamente avanzati di filtraggio e ottica con una capacità di misurazione molto veloce.

Offre la massima precisione del colore su tutte le tecnologie moderne di visualizzazione tra cui led e lcd Wide Gamut.

È anche calibrato spettralmente, il che lo rende aggiornabile per supportare le future tecnologie di visualizzazione. Le istruzioni sono anche in italiano.

  • Rapido
  • Preciso
  • Aggiornabile

 

X-Rite Pantone CMUNSML Colormunki Smile

Il migliore per: utilizzo immediato

Consente di effettuare la calibrazione di display lcd e led, laptop o desktop ed è ideale per gli appassionati di fotografia, di design e per ottimizzare la visualizzazione web.

Il suo utilizzo è semplice e immediato. È sufficiente collegare il dispositivo alla porta USB e seguire le istruzioni sullo schermo: il dispositivo fa tutto il lavoro con pochi clic del mouse.

  • Semplice
  • Preciso
  • Versatile

 

X-Rite ColorMunki Photo Calibratore

Il migliore per: profilatura facile e avanzata

Questo spettrofotometro multifunzionale consente di profilare monitor, proiettori, stampanti e di misurare colori. Include anche un sacchetto protettivo che può essere utilizzato come supporto integrato per schermi.

Offre due modalità di profilatura del monitor: semplice e avanzata. La seconda, in particolare, è dedicata ai professionisti che ricercano un maggior controllo sulle misurazioni di punto bianco, contrasto, brillantezza o della luce ambiente.

  • Multifunzione
  • Professionale
  • Rapido

 

X-Rite i1 Photo Pro 2 Calibratore di Colore

Il migliore per: profilazione accurata

Il nuovo design illuminante permette per tre condizioni di misurazione standard (ISO 13655 M0: tungsteno; ISO 13655 M1: D50; ISO 13655 M2: UV Cut) più Optical Brightener Compensation (OBC) senza cambiare i filtri.

L’avanzato OBC, in particolare, consente una profilazione più accurata per una maggiore gamma di substrati. Il sensore di rilevamento di posizione fornisce un’esperienza di scansione precisa anche su supporti speciali e stampanti a bassa risoluzione.

  • Multifunzione
  • Preciso
  • Supporti speciali

 

Wacom EODIS3-DCWA Color Manager Calibratore

Il migliore per: come l’occhio umano

Ottimizzato per l’uso con Cintiq27QHD, Wacom Color Manager è un calibratore colore che replica la funzione dell’occhio umano nel misurare il comportamento della luce sulla superficie.

Questo processo permette a Cintiq di avere il dato più accurato necessario per proiettare sullo schermo i colori nel modo in cui appariranno nella più ampia gamma di dispositivi. Ciò fa in modo che la scelta del colore durante il lavoro sia poi la più realistica nel risultato finale.

  • Realismo
  • Professionale
  • Versatile





Vantaggi di un calibratore monitor?

Una buona foto richiede spesso qualche intervento di post-produzione, soprattutto se scatti in RAW.

Sul mercato è possibile reperire software avanzatissimi come Photoshop, che ti consentono di ottenere un risultato professionale. Ma un conto è vedere l’immagine sullo schermo e un conto è vederla poi su carta.

Un calibratore per video è studiato per soddisfare la risposta in

Cosa vuol dire calibrare il monitor?

A cosa serve la calibrazione? Come fare questa delicata operazione?

La calibrazione del colore è il processo con cui si misura e/o si mette a punto la risposta cromatica di un dispositivo. Può essere fatta generalmente in due modi:

  • cambiando i controlli o le impostazioni interne del dispositivo
  • applicando curve ai suoi canali di colore

La calibrazione è spesso il modo più pratico per impostare parametri come la regolazione del punto bianco e la luminosità dei display.

In genere viene memorizzata in formati di file specifici per dispositivi o sistemi che registrano le impostazioni del dispositivo e / o per curve di calibrazione del canale. Nei flussi di lavoro basati sul modello dell’International Color Consortium (ICC), la calibrazione è il punto di partenza per la successiva caratterizzazione del dispositivo.

Il dispositivo che deve essere calibrato viene spesso indicato come fonte della calibrazione; lo spazio colore che serve come standard viene chiamato target della calibrazione.

Tutti i dispositivi utilizzati in un processo di gestione del colore devono essere opportunamente calibrati se si vuole che la risposta cromatica nello step finale sia fedele e omogenea.

La forma più comune di calibrazione è quella usata per fotografia digitale e ha lo scopo di ottenere omogeneità cromatica fra dispositivi come fotocamera, scanner, monitor e stampante. La calibrazione viene generalmente fatta attraverso colorimetri tristimolo (per i dispositivi di output come gli schermi) o spettrofotometri (per dispositivi di input o di output).

 

Post-produzione ieri?

Agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso, prima della rivoluzione digitale dell’editoria, ogni prodotto grafico veniva creato interamente in forma cartacea.

Per riprodurre la grafica in stampa, era necessario fotografare o scansionare l’immagine per realizzare negativi di film. Il film, a sua volta, veniva usato per effettuare una prova di alta qualità e anche per creare le piastre di stampa utilizzate nella litografia offset.

In ogni fase del processo – dalla scansione all’isolamento alla stampa finale – i risultati potevano essere paragonati all’opera originale. E l’output del colore era sempre preciso.

 

Post-produzione oggi?

In questa epoca digitale invece dobbiamo pensare in modo diverso rispetto a ciò che è “reale”. Quando l’arte viene creata in forma virtuale, non esiste tangibilmente.

Si compone infatti di un insieme di 1 e 0 memorizzati elettronicamente su una piccola porzione di un supporto magnetico.

L’immagine visualizzata sullo schermo durante la creazione dell’opera è semplicemente l’interpretazione del monitor dei valori di colore numerici memorizzati nel file digitale. Se si cambiano i monitor o si sposta il file in un computer diverso, l’immagine sarà leggermente diversa.

Per dimostrarlo, basta guardare la parete degli showroom dei centri commerciali in cui sono montati molteplici televisori accesi a scopo dimostrativo: ogni schermo sembra un po’ diverso dagli altri anche se tutti stanno visualizzano lo stesso segnale digitale. E la nostra scelta sarà sicuramente diversa da quella di un altro acquirente di fianco a noi, in base ai diversi cromatismi e contrasti che la retina del nostro occhio percepisce.

La stessa cosa avviene con le stampanti a colori anche se tutte utilizzano gli stessi colori base: ciano, magenta, giallo e nero (CMYK), definiti da un pantone (che è lo standard internazionale per la gestione dei colori per grafica e utilizzato anche nel mondo dell’industria e della chimica).

Come per i monitor, ogni stampa a colori è semplicemente un’interpretazione dei dati numerici “reali” memorizzati nel file digitale.

Ma allora come facciamo a sapere se le diverse interpretazioni dell’hardware sono vicine alla realtà? Basta calibrare uno o entrambi i dispositivi per essere sicuri che il monitor o la stampante stiano dando un’interpretazione accurata dell’immagine “reale”.

 

Come si calibra il monitor?

In teoria la calibrazione della stampante è abbastanza semplice: basterebbe stampare un’immagine digitale che contenga valori di colore conosciuti e misurarli per vedere se corrispondono ai valori noti del file digitale.

Se ci fossero differenze, il software potrebbe generare un profilo colore di stampa che regola i colori per compensare le differenze. In realtà la calibrazione di una stampante è abbastanza complessa, bisognerebbe disporre di uno spettrocolorimetro dal prezzo tutt’altro che abbordabile.

La calibrazione del monitor invece ha un costo più sostenibile. Ciò assicura che l’immagine visualizzata sullo schermo sia una rappresentazione precisa dei valori di colore nel file digitale.

Se sei un grafico professionista, sei sicuro di inviare al cliente un file digitale con i colori reali. Puoi così fare a meno di investire in una stampante a colori dalle elevate prestazioni, concentrandoti di più su una corretta taratura del monitor del tuo studio.




Ogni quanto calibrare il monitor?

Anche un monitor di alta qualità può visualizzare i colori con scarsa precisione, soprattutto quando invecchia.

Tutti i monitor, infatti, tendono a cambiare nel tempo: è quini importante effettuare regolarmente la calibrazione. Molti esperti la consigliano ogni paio di mesi, se non addirittura ogni qualche settimana.

 

Basi della calibrazione monitor?

Le basi della calibrazione del monitor sono abbastanza semplici. Appendi un dispositivo di misura (colorimetro) davanti al monitor. Il software di calibrazione visualizza quindi una serie di campioni di colore sullo schermo.

Il colorimetro misura questi campioni per vedere se il colore visualizzato sul display corrisponde a quello che il colore dovrebbe assumere. Se ci sono discrepanze, il software può regolare il monitor per migliorare l’accuratezza del colore.

Puoi effettuare la calibrazione anche del tuo portatile, inclusi il laptop e il tablet Android con schermo touch screen.

 

Ambiente e calibrazione monitor?

La calibrazione deve essere effettuata alle stesse condizioni in cui si utilizza normalmente il monitor. Se ad esempio la visualizzazione del tuo monitor cambia quando si riscalda attendi almeno 30 minuti prima d effettuare questa operazione. Questo vale non solo per i vecchi monitor ma anche per i moderni modelli lcd a schermo piatto.

Assicurati di utilizzare il monitor in condizioni di illuminazione ambientale moderata. Non è necessario lavorare al buio, ma il monitor dovrebbe essere la fonte di luce più forte nella tua zona di lavoro.

Non avere forti luci che brillano direttamente sullo schermo, in quanto ciò influenzerà l’apparente luminosità del display e può modificare un colore. Alcuni sistemi di calibrazione hanno sensori di luce ambientale per compensare questo fattore, ma non sono perfetti.

 

Parametri del calibratore monitor?/

Quando si collega il colorimetro e si esegue il software di calibrazione, verrà richiesto di selezionare alcune impostazioni importanti. Le due più importanti sono

  • la gamma
  • la temperatura del colore

Gamma è la relazione tra il valore numerico di un pixel in un file di immagine e la luminosità di quel pixel quando vengono visualizzati sullo schermo. La correzione della gamma è un modo per compensare la relazione non lineare tra tensione e luminosità.

Prima di calibrare un monitor, è fondamentale indicare al software di taratura quale impostazione gamma si desidera utilizzare.

Storicamente, c’è stata una grande differenza nella correzione gamma hardware tra Mac e pc. Tali differenze erano dovute al fatto che il Mac era stato progettato sin dall’inizio come sistema di arti grafiche, mentre i pc Windows erano soprattutto mirati verso l’impresa e il mercato dei consumatori di massa. Oggi però la scelta dipende più dal tipo di lavoro che si fa e non dal sistema operativo.

L’altra impostazione importante per la calibrazione di un monitor è la temperatura del colore, talvolta chiamata “punto bianco” perché influisce sulla comparsa di bianco sullo schermo.

 

Fotoritocco e calibrazione monitor?

Per quanto riguarda i software in circolazione, occorre tenere conto che questi ultimi sono direttamente legati alla percezione visiva di chi, alla fine, effettua la calibrazione. In pratica, se si è daltonici si rischia di rendere daltonico anche il monitor!

Tutti i software di calibrazione, alla fine della procedura, generano un file ICC (con i parametri di calibrazione) da inviare alla scheda video (tutte le schede video permettono di caricare una configurazione colore personalizzata). Tra i principali software disponibili sul mercato la gamma Adobe, compresi Photoshop e InDesign, è una delle più complete.

 

Colorimetro e calibratore monitor?

Chi invece ha bisogno di calibrare il monitor per scopi professionali, dovrebbe acquistare un hardware ben specifico, il colorimetro. Questo strumento, accoppiato con un software fornito dallo stesso produttore, definirà una calibrazione oggettiva del monitor (il file ICC) che ti permetterà di visualizzare le fotografie esattamente come le hai scattate.

Il suo funzionamento è semplice: si carica il software, lo si lancia e si appoggia il dispositivo esterno al monitor. A quel punto il dispositivo leggerà in maniera automatica le immagini a video create dalla parte software del pacchetto, definendo le correzioni necessarie (nel file ICC) al fine di ottenere la miglior risposta visiva possibile.

Per quanto riguarda i colorimetri, ne esistono di differenti tipi e le due case più famose sono X-Rite e Datacolor. La prima propone attualmente tre modelli di colorimetro, come il Colormunki; la seconda commercializza il suo prodotto in tre versioni oltre a una quarta che permette di analizzare la risposta cromatica della stampante.




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